I Segnali del Wyrd   1 comment

Tratto da “La via del Wyrd” di Brian Bates

(pagg. 82/83/84) 

I corvi agitarono in silenzio le grandi ali nere, si levarono in volo e calarono sul fiume venendo proprio nella mia direzione. Continuarono a volare bassi a pelo d’acqua e, all’ultimo minuto, fui costretto ad abbassare la testa sotto la superficie. Passarono qualche centimetro sopra di me, con le ali ondeggianti come i grandi remi di una barca che si lancia all’assalto. A bocca aperta e sputando l’acqua del fiume mi girai … Scomparvero all’improvviso e io fissai smarrito il punto in cui si erano dileguati.

<<I lacci della morte questa sera avvinceranno qualcuno.>>

Mi riscossi al suono della voce di Wulf, poi le mie orecchie schioccarono e i rumori della foresta tornarono… .

<<I corvi ci hanno parlato>> sentenziò Wulf, accostandosi a me nell’acqua. <<Quando gli uccelli volano in quel modo, il presagio è grave. Stanotte un guerriero morirà.>>

<<Solo il Creatore Onnipotente detta il destino degli uomini>> risposi con fermezza.

<<Non ci sono altre forze?>> chiese gentilmente Wulf. <<E il destino scritto nelle stelle?>>

Sbuffai irridendolo …

<<Alcuni, che non sanno che dicono affermano che ogni uomo è nato secondo la posizione delle stelle e che il suo destino è segnato dal loro corso. Ma l’uomo non è stato creato per le stelle; piuttosto, le stelle sono state create per l’uomo … . Se questo vale per le stelle, come può il semplice volo degli uccelli dirci qualcosa su eventi lontani nel tempo e nello spazio?>>

… Wulf mi afferrò il braccio e io lo fissai allarmato; i suoi occhi azzurri, sotto le ciglia imperlate d’acqua, avevano uno sguardo penetrante. Parlò con convinzione:

<<E’ un errore ritenere che gli eventi distanti nel tempo siano separati. Tutte le cose sono collegate come nella più sottile tela di ragno. Il movimento più lieve di ogni filo può essere percepito da tutti i punti della tela. Il volo di quegli uccelli ha fatto vibrare i fili che sono indivisibilmente collegati con le vicende degli uomini.>>

<<Wulf, vuoi dire che i corvi che abbiamo appena visto uccideranno un guerriero stanotte?>> Il mio scetticismo trapelava apertamente …

Con un sorriso appena accennato Wulf allentò la presa sul mio braccio …

<<Immagina di assistere a una scena in cui un corvo si fionda dal cielo su un guerriero e gli stacca un occhio>> …<<Tu diresti che il volo dell’uccello è direttamente collegato con la ferita. Ma se tu avessi osservato il volo dello stesso corvo una mezza giornata prima dell’attacco, non avresti alcun collegamento con la ferita. Tuttavia lo schema del volo di un corvo a mezzogiorno è collegato allo schema del suo volo all’imbrunire, così come si passa dal giorno alla notte. Si può leggere lo schema e così capire che cosa ha in serbo il futuro.>>

Si sollevò a sedere e mi fissò intensamente.

<<Tu etichetti con le parole ogni frammento del mondo e poi confondi la tua riserva di parole con la totalità della tua vita. Tu vedi la vita come se stessi osservando una stanza alla luce di una sola candela che viene spostata da un punto all’altro; e commetti l’errore di presumere che le piccole aree, che vedi una per volta e una dopo l’altra, siano separate e non possano essere viste come unità. Poiché vedi separate le piccole aree della tua vita, devi inventare i modi per collegarle. Questo è l’inganno della visione della vita del senso comune, perché in realtà tutto è già da sempre collegato. La Terra di Mezzo è una stanza illuminata da migliaia di candele.>>

 

Posted febbraio 5, 2012 by viandantedelnord in Senza categoria

Citazione   Leave a comment

“Nessun fiume contiene più uno spirito, nessun albero è più il principio vitale di un uomo, nessun serpente (è più) l’incarnazione della saggezza, nessuna grotta (è più) la dimora di un grande demone. Nessuna voce parla più all’uomo dalle pietre, dalle piante e dagli animali, nè lui, credendo che lo possano sentire, parla più con loro. Il suo contatto con la Natura è cessato, e con esso la profonda energia emotiva che questa connessione simbolica forniva…”

Carl Gustav Jung

Posted dicembre 1, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Valkyrie e donne vichinghe   Leave a comment

Nelle tribù vichinghe la donna godeva di grande prestigio al contrario di come invece la storia spesso le ha dipinte e cioè sottomesse e asservite ad una cultura maschilista. Questo prestigio e rispetto era tale, che già al tempo esse potevano chiedere e ottenere il divorzio dal proprio consorte, con annessi tutti i beni materiali di loro proprietà. Nella società di oggi, ritenuta dai più civilizzata e democratica, le donne riescono ad ottenere il divorzio solo da circa 50 anni.   Pur non avendo notizie precise e sicure sul ruolo guerriero delle donne vichinghe durante le guerre (nel senso che non risulta esistano reperti archeologici in grado di dimostrare tale supposizione, almeno in periodi di poco antecedenti all’anno mille), si sa invece con certezza che il loro ruolo spirituale (e quindi con buona probabilità anche materiale, considerato che per gli antichi non esisteva la scissione tra spirito e materia, come non esisteva tra il sacro e profano), era essenziale. In nordico antico la valkyrja è “(colei che) sceglie i caduti” (kirja su kjòsa “scegliere”; valr “caduti”). Il suo ruolo era appunto quello di aiutare, dare vittoria o scegliere i combattenti, cioè di raccogliere i guerrieri caduti sul campo di battaglia per portarli al cospetto di Odino. Ma il suo ruolo non si limitava a questo già di per sè importante compito. Essa arrivava a cavallo sul campo di battaglia in assetto di guerra simile ad una furia a sostenere l’eroe prescelto. Nel caso egli l’avesse percepita in qualche modo, il guerriero sapeva che la sua fine terrena era prossima. In tal caso la Valkiria lo conduceva al cospetto del Grande Padre, attraverso il viaggio agli Inferi, ed era sempre Lei, una volta giunti a destinazione, ad accogliere il guerriero nel Valhalla offrendogli un corno ricolmo di idromele. In questa sua ampia funzione si può cogliere tutta l’importanza del ruolo della donna come guerriera, come Guida e come “veicolo” di trasformazione: è con Ella infatti che si chiude il ciclo terreno dell’uomo, ma è sempre con Ella che avviene la rinascita dopo aver fatto da Guida al guerriero attraverso gli Inferi. Ma la Valkyrja rappresenta anche la dispensatrice di Conoscenza (particolarmente interessante il Carme di Sigdrifa/Brunilde, la Valkiria liberata e risvegliata da Sigfrido, grazie alla quale l’eroe apprende i segreti delle Sacre Rune. Cita l’autorevole Gianna Chiesa Isnardi nel suo libro “I miti nordici”: Sono le dee che stabiliscono il destino degli eroi nella battaglia, situazione estrema in cui è messo alla prova tutto il significato dell’esistenza. Le Valkyrie, ci suggerisce un verso, sono le “figlie adottive” (oskmeyjar) di Odino, le spose spirituali dell’eroe che dischiudono le porte della Valhalla. Esse possiedono e trasmettono i segreti celesti, sono simbolo dell’epifania del divino; per questo sono dette bianche e luminose, fanciulle del Sud che appaiono talora in aspetto di cigno. Per la loro qualità di divinità guerriere appaiono anche armate di tutto punto; è detto inoltre che spesso compaiono in schiere numerate da numeri simbolici. La loro qualità divina esalta inoltre nel fatto che esse sanno cavalcare nell’aria e sull’acqua. La Valkyria, figlia di Odino, ha il duplice volto della furia in combattimento e la grazia del cigno bianco (uno degli uccelli solari per eccellenza), animale nel quale esse si trasformano. Una Runa delle Valkyrie è Algiz, la cui grafica ricorda anche l’impronta del cigno, Runa questa, che simboleggia la Rinascita e il Ritorno al Centro (l’uomo che saluta il sole con le braccia levate), in perfetta sintonia con il compito delle dee guerriere. L’avvenenza delle Valkirie è tale da assomigliare alla leggiadria del cigno bianco. Dipinte come donne di rara bellezza fisica, con candide braccia e chiome fluenti, che si sposano perfettamente con la capacità di brandire la spada, con la spietatezza, la determinazione e la forza interiore che contraddistingue qualsiasi guerriero degno di questo nome.

Guida e sposa spirituale dunque, ma non solo spirituale…. Nel mito del fabbro Volundr e dei suoi fratelli si parla di essi che sposano delle Valkyrie. Esse rimangono con i loro sposi per sette anni, nell’ottavo cominciano a soffrire di nostalgia e nel nono esse ritornano da dove sono venute.

Una Valkyria che trasmette all’eroe la sapienza divina è senza dubbio Brunilde, la quale, con l’appellativo di Sigrdrifa “(colei che) spinge alla vittoria”, dona a Sigfrido la coppa colma dell’idromele della sapienza, con cui gli trasmette le Rune che simboleggiano il possesso del segreto della vita. Alle Valkyrie come dispensatrici della bevanda sacra per gli eroi si fa riferimento anche nelle descrizioni della Valhalla , dove si ricorda appunto questa loro funzione.

Non è chiaro invece se le Valkyrie siano in qualche modo abbinabili elle Dìsir, divinità femminili alle quali in autunno si innalzavano sacrifici (dìsarblòt) nel dìsarsalr, una sorta di tempio ad esse dedicato. Le Dìsir erano spiriti protettori di una famiglia, di un Clann o anche di un singolo individuo. Esse sono con ogni probabilità un rimasuglio dell’antica religione matriarcale antecedente all’invasione da parte del “popolo dalle asce di combattimento”, con cui vennero identificati gli invasori indoeuropei (vedi Asi o Asen). In tale epoca, seppur la popolazione e la religione dei Vani era per lo più di tipo agreste, non si può escludere certo un’attività di tipo guerriero da parte di questo popolo (e la prova sta nella guerra che affrontano con gli Asi), anzi… E poiché l’impostazione dei tale popolo era di tipo matriarcale, è fortemente presumibile che esistessero appunto delle donne la cui attività era di tipo bellico. Da qui la convinzione che esistessero donne di tale specie anche nel periodo successivo dominato dagli Asi e che esse fossero a buon diritto entrate a far parte non solo dell’aspetto più comune guerriero, ma anche e soprattutto di quello spirituale.

Posted ottobre 26, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Mabon   Leave a comment

Mabon, o Equinozio d’Autunno, è una delle ritualità minori celebrata soprattutto come festività rurale, ed indica l’ultimo raccolto dell’anno.

A Mabon luce e tenebra sono di nuovo in equilibrio perfetto e da questo momento in poi, l’oscurità prenderà piano piano il sopravvento sino ad avere la sua apoteosi al Solstizio d’Inverno.

Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso e uomini e animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi. La Madre Terra si prepara al lungo sonno invernale.

E’ tempo di preparasi al silenzio dell’interiorità, viaggiando dentro di noi per riflettere sui misteri della trasformazione attraverso la morte preparandoci per l’arrivo dell’inverno. In questo momento abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato durante l’anno e possiamo constatare quali frutti abbiamo raccolto.

Nel’’Asatrù è questa la festa della Scoperta dell’Inverno (consacrata al dio Freyr/Freyja), il cui simbolo è una pianta morente stilizzata.

Generalmente, come spesso accade nelle feste contadine, si festeggia con grandi banchetti abbondanti e con una buona dose di giocosità.

Essendo tempo di raccolta delle uve e pigiatura, Mabon ci riporta al processo rituale della fermentazione che anticamente assumeva il simbolo della trasformazione spirituale

Il cigno è l’uccello dell’Equinozio d’Autunno in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.

 

Posted settembre 18, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Stage di Spada Nordica   3 comments

Come di consueto si è tenuto lo stage estivo di Spada Nordica.

 

 

Suddiviso tra parte tecnica e parte spirituale, lo stage ha prodotto, come molto spesso accade, importanti riflessioni e nuovi propositi nei partecipanti che, insieme all’uso della Spada nella sua concezione più spirituale, hanno potuto sperimentare attività affini legate all’equilibrio, all’armonia,

all’integrazione con la Natura e alla capacità di riportare ciò che è stato appreso nella vita di tutti i giorni (nostro vero campo di Battaglia). Momenti conviviali e gioiosi, hanno scandito la giornata, alternandosi a momenti di profonda interiorizzazione.

A tutti quanti un ringraziamento per ciò che avete portato in questo stage (idromele compreso!) e per la vostra disponibilità alla Pratica.

Lupo

 

Posted agosto 8, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Lammas   Leave a comment

Il Lammas (1° di agosto) è il momento delle messi e della sommatoria del primo raccolto e un periodo di completamento. Conosciuto anche come Lughnassad, prende il nome dal dio Celtico Lug, dio della saggezza e dell’illuminazione e dio della lancia, qualità ed elementi questi che trovano una forte somiglianza con alcuni aspetti di Odino, il principale dio nordico-scandinavo. Festa contadina quella di Lammas dove veniva celebrata la mietitura del primo raccolto e la cottura della prima pagnotta fatta con le messi del nuovo anno. Di particolare interesse era la raccolta dell’ultima spiga di grano, che veniva utilizzata in ambito sciamanico dai nordici, per interventi legati all’ambito della guarigione. Lammas era altresì un momento di riunione dei vari Clan in quello che veniva chiamato ALLTHING, un ritrovo annuale dove si potevano derimere delle contese in modo pacifico. All’interno del Thing infatti non potevano essere portate armi né versato sangue. Un’assemblea pacifica che fungeva da tribunale al centro del quale era posta una lancia con la punta rivolta verso l’alto a simboleggiare la presenza del dio Tyr il dio giuridico per eccellenza, (assorbito poi nel corso dei secoli da Odino). Durante l’annuale ALLTHING era possibile contrarre matrimoni e separazioni (le donne vichinghe avevano già allora la possibilità di divorziare), oltre che, come già detto risolvere torti subiti e chiederne i rispettivi danni.

Posted luglio 29, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Solstizio d’Estate   Leave a comment

Litha è la festività il cui culmine è il Solstizio d'Estate, la massima apoteosi della luce sulla Terra di Mezzo. Come molti ben sanno, è questa una delle "otto Porte annuali", dove la luce raggiunge il suo apice nella Terra di Mezzo. Trascorso tale momento, la luce nuovamente comincerà lentamente a ritirarsi per lasciare spazio all'oscurità che troverà il suo apice al Solstizio d'Inverno.
Molte sono le implicazioni energetiche e magiche relative al Solstizio d'Estate, che fa di esso un momento apprezzato non solo nelle feste contadine, ma anche (e soprattutto) da sciamani e uomini e donne di Conoscenza di tutto il mondo.
Litha è un periodo di circa 20 giorni, tutto egualmente importante, anche se spesso si da rilievo al solo suo culmine.
Cio che invece forse molti non sanno è che anticamente, intorno al 2000 a.C. durante l'insediamento di Odhinn e del "popolo dalle asce da combattimento" nell'Uppland (nell'attuale Svezia), veniva celebrato Sigr-Blot, ed era questo un momento molto importante in cui venivano fatti sacrifici e offerte a Odino per ottenere Vittoria.
Sigr-Blot veniva celebrato in un periodo che oscillava dal 15 di giugno sino a quasi metà luglio, in luna crescente. Si tenga poi presente che il computo dei mesi seguiva un calendario lunare e non solare come quello attuale e che il totale dei mesi era 13 (come le lune piene).

Posted giugno 3, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

In bocca al lupo!   2 comments

Non tutti conoscono la bellezza del significato

del modo di dire “IN BOCCA AL LUPO”!

pubblicata da ANCHE IO ASPETTO QUESTO GIORNO!

il giorno giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 21.46

Cosa sta ad indicare l’augurio “IN BOCCA AL LUPO”? 

L’amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all’altra per proteggerli dai pericoli esterni.

Ebbene si, dire “IN BOCCA AL LUPO” è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona! Indica protezione! E’ la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano! Adesso vorrei sapere chi è stato così osceno da inventare come risposta “crepi il lupo”! Da oggi in poi io risponderò “grazie di cuore” ogni qual volta mi si dirà!

http://ancheioaspettoquestogiorno.blogspot.com/2011/01/non-tutti-conoscono-la-bellezza-del.html

Posted maggio 5, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Walpur/Beltane   Leave a comment

La notte del 30 di aprile e la giornata del 1° maggio saranno segnate da una delle "otto porte" annuali, anche se è da ricordare che le antiche popolazioni non seguivano un calendario solare ma lunare e che le festività assecondavano i cicli naturali e non quelli dettati dal calendario. In altre parole, la festività di Walpur veniva celebrata in concomitanza con lo sbocciare dei fiori di maggio.
Conosciuto come Walpurg/Beltane, questo era il momento in cui anticamente venivano celebrati riti relativi alla purificazione, mediante il fuoco, e celebrazioni riguardanti la fertilità.
Walpurg rappresenta l'irrompere definitivo delle forze vitali nella Terra di Mezzo e sui suoi abitanti.
E' il momento in cui viene reso omaggio agli spiriti domestici e anche quello in cui è possibile stringere dei Patti con i Landvaettir (Spiriti della Terra).
Simbolo di Walpurg è il Palo di Maggio, dove in Scandivavia, Germania e Inghilterra, vengono spesso eretti su gradini o terrapieni al fine di riprodurre simbolicamente l'Yggdrasil, l'Albero Cosmico sacro agli antichi popoli appartenenti alla Tradizione Nord Europea.
Originalmente i pali erano in betulla e i giovani danzavano intorno ad essi durante la festosa celebrazione. In modo particolare le fanciulle strofinavano i propri genitali sulla betulla (simbolo della Grande Madre) per propiziarne la fertilità.
I Pali di Maggio vennero vietati in Inghilterra nell'aprile del 1644 dal governo e fu decretato lo sradicamento di quelli permanenti, infliggendo così un duro colpo alle celebrazioni locali che avevano ancora un sapore pagano. Anche dopo la disfatta della Repubblica e la restaurazione della monarchia, molti di questi Pali non furono mai rimessi a loro posto.
Importante elemento di Walpurg/Beltane è la purificazione attraverso il fuoco come preparazione all'avvento dell'estate.
I Druidi solevano accendere due grandi fuochi attraverso i quali facevano passare le mandrie come atto magico per preservarle da eventuali epidemie.


Posted aprile 17, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

Ostara/Equinozio di Primavera   Leave a comment

L’osservazione della ritualità dell’’Equinozio di Primavera, pur non essendo una delle festività del periodo antico (2.000 a.C.), è stato “integrato” in epoche successive in considerazione della sua indiscussa importanza e, in parte, dell’influenzamento della cultura celtica. Ostara (questo è il nome del periodo equinoziale), è, come tutte le altre Celebrazioni, relativa ad una fase di circa 15 giorni e non ad un solo giorno, come invece attualmente si usa.

Esiste poi una sostanziale differenza tra l’Equinozio primaverile e Ostara.

L’Equinozio è infatti il momento in cui astronomicamente il sole cade con un determinato angolo sull’asse terrestre. Erroneamente oggi si considera e si celebra questo momento (che avviene intorno al 21/24 di marzo), come il “primo giorno di primavera”. E’ un’imprecisione fondamentale, se si tiene in considerazione che, anticamente, l’inizio delle stagioni e il mutamento degli 8 cicli annuali non era dato dal calendario numerico (peraltro un calendario lunare e non solare), ma dai cambiamenti climatici e dai “movimenti della Natura”. Quindi la condizione astronomica non sempre corrispondeva con il cambiamento stagionale. Un’affermazione questa valida soprattutto oggigiorno in considerazione dei mutamenti climatici.

Ostara viene celebrato nel periodo di transizione che oscilla tra i primi di marzo e i primi di aprile.

Considerando lo spostamento stagionale, è presumibile ipotizzare che tale periodo quindicinale vada oggi dal 24 marzo al 5/10 aprile. All’interno di questi 15 giorni con l’avvento del tepore primaverile e del risveglio segnalato da uccelli e vegetazione terrestre, viene celebrato come in passato il rituale centrale relativo ad Ostara, rituale che, ripeto, potrebbe anche subire uno slittamento a causa appunto delle condizioni climatiche.

In termini più spirituali possiamo dire che questo importante momento, è una delle 8 “stazioni mistiche” che indica il Risveglio e il Rinnovamento mediante tradizionali purificazioni rituali, il cui scopo è quello di lavare via tutti i pesi e le paure passate, alla scoperta delle nostre forze vitali in connessione con quelle della Natura.

Ostara ha inoltre un’interessante valenza legata ai Misteri della dualità delle forze divine rappresentati dal maschile e dal femminile. Durante le celebrazioni si onora la formazione della Coppia Divina che si fidanza inghirlandandosi di fiori. I riti, come sempre avveniva, iniziano la sera precedente il momento del culmine, e, durante esso, vengono tenuti culti in onore delle divinità silvane e dei boschi sacri.

Posted febbraio 26, 2011 by viandantedelnord in Senza categoria

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