L’osservazione della ritualità dell’’Equinozio di Primavera, pur non essendo una delle festività del periodo antico (2.000 a.C.), è stato “integrato” in epoche successive in considerazione della sua indiscussa importanza e, in parte, dell’influenzamento della cultura celtica. Ostara (questo è il nome del periodo equinoziale), è, come tutte le altre Celebrazioni, relativa ad una fase di circa 15 giorni e non ad un solo giorno, come invece attualmente si usa.
Esiste poi una sostanziale differenza tra l’Equinozio primaverile e Ostara.
L’Equinozio è infatti il momento in cui astronomicamente il sole cade con un determinato angolo sull’asse terrestre. Erroneamente oggi si considera e si celebra questo momento (che avviene intorno al 21/24 di marzo), come il “primo giorno di primavera”. E’ un’imprecisione fondamentale, se si tiene in considerazione che, anticamente, l’inizio delle stagioni e il mutamento degli 8 cicli annuali non era dato dal calendario numerico (peraltro un calendario lunare e non solare), ma dai cambiamenti climatici e dai “movimenti della Natura”. Quindi la condizione astronomica non sempre corrispondeva con il cambiamento stagionale. Un’affermazione questa valida soprattutto oggigiorno in considerazione dei mutamenti climatici.
Ostara viene celebrato nel periodo di transizione che oscilla tra i primi di marzo e i primi di aprile.
Considerando lo spostamento stagionale, è presumibile ipotizzare che tale periodo quindicinale vada oggi dal 24 marzo al 5/10 aprile. All’interno di questi 15 giorni con l’avvento del tepore primaverile e del risveglio segnalato da uccelli e vegetazione terrestre, viene celebrato come in passato il rituale centrale relativo ad Ostara, rituale che, ripeto, potrebbe anche subire uno slittamento a causa appunto delle condizioni climatiche.
In termini più spirituali possiamo dire che questo importante momento, è una delle 8 “stazioni mistiche” che indica il Risveglio e il Rinnovamento mediante tradizionali purificazioni rituali, il cui scopo è quello di lavare via tutti i pesi e le paure passate, alla scoperta delle nostre forze vitali in connessione con quelle della Natura.
Ostara ha inoltre un’interessante valenza legata ai Misteri della dualità delle forze divine rappresentati dal maschile e dal femminile. Durante le celebrazioni si onora la formazione della Coppia Divina che si fidanza inghirlandandosi di fiori. I riti, come sempre avveniva, iniziano la sera precedente il momento del culmine, e, durante esso, vengono tenuti culti in onore delle divinità silvane e dei boschi sacri.

