Mabon, o Equinozio d’Autunno, è una delle ritualità minori celebrata soprattutto come festività rurale, ed indica l’ultimo raccolto dell’anno.
A Mabon luce e tenebra sono di nuovo in equilibrio perfetto e da questo momento in poi, l’oscurità prenderà piano piano il sopravvento sino ad avere la sua apoteosi al Solstizio d’Inverno.
Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso e uomini e animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi. La Madre Terra si prepara al lungo sonno invernale.
E’ tempo di preparasi al silenzio dell’interiorità, viaggiando dentro di noi per riflettere sui misteri della trasformazione attraverso la morte preparandoci per l’arrivo dell’inverno. In questo momento abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato durante l’anno e possiamo constatare quali frutti abbiamo raccolto.
Nel’’Asatrù è questa la festa della Scoperta dell’Inverno (consacrata al dio Freyr/Freyja), il cui simbolo è una pianta morente stilizzata.
Generalmente, come spesso accade nelle feste contadine, si festeggia con grandi banchetti abbondanti e con una buona dose di giocosità.
Essendo tempo di raccolta delle uve e pigiatura, Mabon ci riporta al processo rituale della fermentazione che anticamente assumeva il simbolo della trasformazione spirituale
Il cigno è l’uccello dell’Equinozio d’Autunno in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.

